Le letture di oggi ci sorprendono. Non sottolineano le dinamiche evidenti ed esteriori dell’azione cristiana (come le conversione delle masse), ma le dinamiche nascoste, che non prendiamo abbastanza in considerazione pur essendo vitali.
Che cosa bisogna capire da questo momento di attesa dello Spirito Santo?
Il fatto che non possediamo questo spirito ma lo riceviamo in dono. Gli apostoli hanno atteso, creando un’atmosfera di famiglia.
Parole che ci sono proposte sono quelle che Gesù ha rivolto al Padre, dilatandosi nel tempo e nello spazio, una preghiera che va oltre il tempo e lo spazio.
In questa domenica dobbiamo prendere coscienza che le nostre vite sono sostenute da questa preghiera del Padre.
Spesso facciamo conto sui nostri progetti per portare a compimento la nostra vita ma questa è in realtà sostenuta da questa intenzione del Padre che la fa attraversare da una linfa divina che tutto sostiene. La radice della Chiesa è questa intenzione di Gesù, questa preghiera al Padre che sostiene tutta la creazione.
Tante volte guardiamo i frutti esterni e li misuriamo dall’esterno.
Ma non è da lì che si valuta la fecondità di una vita o di un Movimento.
Prendiamo l’esempio di Maria che semplicemente sta … sta in mezzo agli apostoli e questa presenza trasmette agli apostoli la capacità di ricevere lo Spirito Santo. Non c’è un vuoto da riempire perché tutta la realtà è colmata da questa presenza che trasforma le nostre esistenze.
Il mio augurio è che i nostri occhi siano capaci di vedere, le nostre orecchie sensibili ad udire la preghiera di Gesù al Padre.
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la Mariapoli?
Letteralmente “Città di Maria”, è l’appuntamento più caratteristico del Movimento dei Focolari: insieme, grandi e piccoli, persone delle più varie provenienze, si ritrovano per più giorni per vivere un laboratorio di fraternità, alla luce dei valori universali del Vangelo. Questa originale esperienza, che si ripete in numerosi Paesi del mondo, ha come linea guida la “regola d’oro” che invita a fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a sé. Sono giorni per sperimentare come sia possibile vivere nella quotidianità ponendo a base di ogni rapporto l’ascolto, la gratuità, il dono. Storia delle Mariapoli Nel difficile dopoguerra, mentre faticano a rimarginarsi tra i popoli europei le ferite inferte dal Secondo conflitto mondiale, ogni estate, sui monti del Trentino, nel nord dell’Italia, al gruppo nascente del Movimento si unisce un numero sempre maggiore di giovani, famiglie, operai, professionisti, politici. Si compone così la Mariapoli, un bozzetto di società rinnovata dall’amore evangelico.