Il Papa ai vescovi amici dei Focolari: testimoniate l'unità in un mondo frammentato
Vatican NEWS
Dare testimonianza, “come partecipi dell’eredità spirituale di Chiara Lubich e come ministri della Chiesa di Cristo”, della “tanto desiderata unità della famiglia umana” più che mai urgente in questo “mondo frammentato”. È il mandato che il Papa affida ai vescovi amici dei Focolari, il movimento fondato da Chiara Lubich che proprio dell’unità ha fatto uno degli elementi essenziali della sua missione. I presuli ricevuti questa mattina, 9 settembre, in udienza in Vaticano, sono un centinaio e provengono da ogni parte del mondo; sono a Roma per il congresso sul tema “dare testimonianza dell’unità”, appunto. Tema che, sottolinea Papa Leone, “mi stanno particolarmente a cuore”.
In un’epoca purtroppo segnata da una crescente polarizzazione, il Signore ha permesso a Chiara di dare testimonianza sia del significato sia del servizio dell’unità, diventando così un segno per la sua generazione e per quelle future,
Il paradosso della libertà
Il Pontefice, nel suo discorso in inglese, si dice colpito anche dalla varietà di “contesti e realtà sociali” rappresentata dai diversi pastori, tutti “riuniti in un unico spirito sotto l’Opera di Maria”. “Penso - dice - alle difficili situazioni sociali, alle circostanze e alle divisioni che alcuni di voi, fratelli miei, dovete affrontare nei vostri paesi: situazioni quali il pregiudizio, il razzismo, l’intolleranza religiosa e persino la violenza”.
Il pensiero del Papa va anche alla situazione in Occidente, “oggi fin troppo segnata dagli effetti dell’individualismo”, dove “le reti un tempo solide della famiglia, dell’amicizia e della comunità stanno lasciando spazio a una crescente frammentazione”. E dove anche “la libertà viene sempre più presentata come autonomia assoluta – la possibilità di perseguire la propria felicità senza alcun limite morale, naturale o persino umano”. Eppure, annota Leone XIV, “osserviamo un paradosso”.
Nonostante l’enfasi posta sulla libertà individuale, oggi le persone si sentono spesso meno libere di essere veramente se stesse o di seguire i propri ideali più alti, a causa di una paura nascosta di essere giudicate o di non sentirsi integrate.
La Chiesa, mistero di comunione e segno di unità per il mondo
La “perdita di apertura verso gli altri”, oltre ad acuire “il senso di disunità”, secondo il Papa “ci priva in definitiva della felicità per la quale siamo stati creati, poiché siamo fatti a immagine del Dio Trinitario, che è Egli stesso comunione di Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo”. Dalla comunione con Dio “scaturisce la nostra comunione gli uni con gli altri, come fratelli e sorelle in Cristo”, rimarca il Papa. “Questa è la Chiesa, mistero di comunione, segno e fermento di unità per il nostro mondo”.
Ai vescovi amici dei Focolari, il Pontefice chiede allora di approfittare dei giorni insieme “per vivere quella fraternità che richiama e conferma la nostra comune appartenenza in Cristo”. “Sono giorni di grazia, vissuti insieme ai propri fratelli nell’episcopato. Sappiamo quanto questo ci faccia bene…”.
Coltivare la vita interiore
Infine, un’altra raccomandazione da parte del Papa:
Cogliere questa opportunità per nutrire la vita interiore: attraverso una preghiera generosa e perseverante davanti al Signore nel Tabernacolo; attraverso una celebrazione calma e attenta dell’Ufficio e della Santa Messa; e infine attraverso la frequente contemplazione della presenza delle Persone della Trinità che dimorano nella profondità del nostro essere
In questo modo, assicura Leone XIV, "sarete testimoni, gli uni per gli altri e per coloro che servite, di quell’unità che costruisce una pace duratura".